Cos’è un Rasperry Pi? Probabilmente questa è proprio la domanda che ti stai facendo in questo momento ed è il motivo per cui stai leggendo questo articolo. Oppure stai semplicemente cercando il miglior prodotto sul mercato e sei indeciso su quale scegliere. In entrambi i casi, sappi che questo è l’articolo che fa per te!

Se non hai mai sentito parlare di questo dispositivo, non preoccuparti. Non sei solo. In questa guida, che abbiamo preparato con particolare cura e attenzione ai dettagli, potrai conoscere tutto quello che c’è da sapere sulla Raspberry Pi e tutti i vantaggi che offre agli utilizzatori. Trovi anche alcuni dei migliori prodotti e i nostri consigli.

Le cose più importanti in breve

  • Il Raspberry Pi è una specie di computer a basso costo. È cosi’ piccolo – come una carta di credito – che può stare nel palmo di una mano. Ad ogni modo, dispone di tutte le possibilità di connessione per TV, tastiera e altri dispositivi periferici, quindi puoi usarlo praticamente come se fosse un computer.
  • Questo dispositivo è composto da una sola parte: la scheda base. Non ci sono periferiche integrate (di fabbricazione). Nacque nel Regno Unito ai fini didattici, divenne più popolare di quanto si fosse sperato e oggi si è convertito in una macchina super versatile che apre le porte dell’apprendimento e della sperimentazione informatica.
  • La maggior parte dei produttori vende il Raspberry Pi in pacchetti con altre componenti o periferiche, per agevolare l’utente che inizia a sperimentare. Per scegliere bene il modello adatto, è necessario considerare la frequenza radio, la memoria RAM, le porte di connessione e le possibilità di rete del dispositivo.

Classifica: I migliori Raspberry Pi sul mercato

Forse sei nuovo al tema del Raspberry Pi e ti interessa sperimentare le varie possibilità che hai. Oppure conosci già qualcosa e vorresti approfondire le nuove forme di interazione o connessione. In entrambi i casi, hai bisogno di conoscere bene il mercato. Per questo abbiamo elaborato questa selezione con le migliori offerte disponibili.

Posto nº 1: Pi 3 Model B+

Il Pi 3 B+  ha le stesse dimensioni dei modelli 2 e 3, ma monta un processore quad core a 64 bit Cortex A53 da 1,4 GHz , 1 GB di RAM e scheda di rete wireless dual band 802.11.b/g/n/ac. Ha una porta HDMI standard, 4 USB 2.0, una Gigabit LAN, header GPIO a 40 pin ed uscita stereo. Richiede un’alimentazione a 5 V da 2,5 A.

Il supporto per le reti Wi-Fi su banda da 5 GHz è senza dubbio la novità più apprezzata dagli acquirenti, sebbene anche la CPU con clock superiore non dispiaccia affatto. La quantità di RAM non è alta, ma resta più che sufficiente per gli usi più comuni del Raspeberry. Il prezzo è molto vantaggioso non essendo inclusi microSD o alimentatore.

Posto nº 2: Pi 2 Model B

Prodotto a partire dagli inizi del 2015, il Pi 2 Model B ha un Cortex A7 quad core da 900 MHz ed 1 GB di RAM. Dispone di 4 porte USB 2.0, una HDMI, audio da 3,5 mm, interfacce CSI e DSI, e naturalmente lo slot per la scheda microSD.

Nonostante l’età e le specifiche nettamente inferiori ai modelli più recenti, il Pi 2 B continua a riscuotere un certo successo grazie ai suoi consumi ridotti, dato che 2 A sono più che sufficienti per alimentare il dispositivo, il che si traduce anche in emissioni di calore molto contenute. È ottimo come muletto, serverino, e per gestire la domotica di casa o un impianto multimediale.

Posto nº 3: Pi 3 Model B+ Starter Kit ABOX

Oltre al Pi 3 B+ con CPU quad core da 1,4 GHz ed 1 GB di RAM, lo starter kit proposto da ABOX comprende anche due dissipatori per la CPU, un alimentatore da 3 A con pulsante di accensione, scheda microSD SanDisk da 32 GB Class 10 con lettore USB-A/C, cavo HDMI e case.

Gli acquirenti sono entusiasti del kit, che fornisce tutto il necessario per far funzionare il Pi 3 B+ incluso. I dissipatori sono ottimi e permettono di usare il case anche senza installare una ventola. La microSD include NOOBS. L’unico difetto dell’offerta riguarda l’alimentatore, che per alcuni è meno performante del necessario.

Posto nº 4: Pi Zero W Starter Kit Melopero

Lo starter kit di Melopero offre un Pi Zero W, header da 40 pin, adattatore da Mini HDMI ad HDMI, cavo da micro-USB a USB, dissipatore e case con tre coperchi. Il Pi Zero W ha un single core da 1 GHz, 512 MB di RAM, e supporta collegamenti Wi-Fi 802.11 b/g/n e Bluetooth 4.1.

Il kit ha l’indispensabile per far funzionare il Pi Zero W, eccetto un alimentatore ed una scheda microSD. Vengono apprezzati gli adattatori HDMI e USB, anche se è consigliabile munirsi e di un hub USB dato che è presente una sola porta sul dipositivo.

Posto nº 5: Pi 3 Model B

Il Pi 3 B ha 1 GB di RAM e monta un processore quad core a 64 bit Cortex A53 da 1,2 GHz. Dispone di scheda Wi-Fi e Bluetooth 4.1. Ha porte Ethernet, HDMI e 4 USB 2.0, con uscita audio 3,5 mm ed interfacce CSI e DSI. Richiede un’alimentazione a 5 V da almeno 2,1 A.

Chi non sente la necessità di collegarsi a reti da 5 GHz o di sfruttare il processore più performante del B+, il vecchio Pi 3 B permette di risparmiare sapientemente sul prezzo senza che l’usabilità ne risenta. Viene infatti utilizzato senza problemi come media center, console per il retrogaming, NAS e tanto altro.

Guida all’acquisto: Tutto quello che devi sapere sul Raspberry Pi

Se stai pensando di acquistare il tuo primo Raspberry Pi, probabilmente ti stai chiedendo quale modello o versione scegliere. Se sei già un utilizzatore abituale, invece, forse ti piacerebbe approfondire le potenzialità della scheda base. Qualunque sia il tuo caso, in questa sezione troverai le domande più frequenti su questo dispositivo.

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Il Raspberry Pi può essere usato per progetti di robotica.
(Fonte: Luchschen: 34147375/ 123rf.com)

Cos’è esattamente una Raspberry Pi?

Raspberry Pi è la marca di un computer a scheda ridotta, chiamato anche computer a scheda unica o computer a scheda semplice (SBC). È caratterizzato da una dimensione e da un prezzo ridotto. Secondo la Fondazione Raspberry Pi, a febbraio 2015 furono venduti più di cinque milioni di modelli, il che ne fece il computer britannico più venduto.

Quando sono comparsi i Raspberry Pi?

La storia di questi computer a scheda semplice risale al 2009, quando la Fondazione Raspberry Pi si ripromise di incoraggiare i bambini a studiare programmazione e informatica a scuola. Invece di distribuire computer tradizionali, portatili e tablet, scelsero le schede base al fine di stimolare la sperimentazione e sfruttare la loro versatilità.

Quando uscì il primo modello nel 2012, la Raspberry Pi A, la fondazione notò come il progetto superava l’ambito educativo e diventava sempre più popolare tra le famiglie e in diversi paesi. Gli usi per i quali la scheda veniva utilizzata cominciarono a moltiplicarsi, e la domanda crescente diede luogo alla creazione di nuovi modelli, con prestazioni migliori e più possibilità di connessione.

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Uno degli usi del raspberry pi è che possiamo costruire la nostra videoconsole vintage per giocare. (Fonte: Kanawee Kittikorn: 44661542/ 123rf.com)

Dopo il lancio del Raspberry Pi 1 B, la fondazione creò Raspberry Pi Trading, con Eben Upton come CEO, per sviluppare il terzo modello, la Raspberry Pi 1 B+. Raspberry Pi Trading è responsabile dello sviluppo della tecnologia, mentre la fondazione è un’organizzazione educativa con l’obiettivo di promuovere l’insegnamento dell’informatica in paesi in via di sviluppo.

Come funziona un Raspberry Pi?

Essendo una scheda di un semplice computer, il Raspberry Pi è composto da un SoC (sistema in chip), CPU, memoria RAM, porte di ingresso e uscita audio e video, connettività di rete, scheda SD per archiviazione, orologio, isolatore per l’alimentazione e la connessione di periferiche. Vale a dire, tutto ciò che vediamo nella parte posteriore di un computer.

Per avviare la scheda dobbiamo connettere delle periferiche di ingresso e uscita. Mouse, tastiera e schermo non sono inclusi nell’acquisto di un Raspberry Pi, anche comprando dei kit o pacchetti completi. Una volta realizzate le connessioni delle corrispondenti periferiche, bisogna solo connettere la scheda alla corrente e sarà pronto all’uso.

Di quale fonte di alimentazione necessita un Raspberry Pi?

La scheda Raspberry Pi è alimentata da una fonte USB micro (come la gran parte dei caricabatterie dei telefoni cellulari standard). Ha dunque bisogno di una fonte di alimentazione di buona qualità, che possa trasmettere gli ampere sufficienti per ciascun modello. Nella tabella che segue, abbiamo dettagliato la fornitura elettrica necessaria per ogni modello.

Versione Capacità di corrente della fonte di alimentazione raccomandata Consumo tipico di corrente
Raspberry Pi A 700 mA (megampere) 200 mA
Raspberry Pi Modello B 1,2 A 500 mA
Raspberry Pi Modello A+ 700 mA 180 mA
Raspberry Pi Modello B+ 1,8 A 330 mA
Raspberry Pi 2 Modello B 1,8 A 350 mA
Raspberry Pi 3 Modello B 2,5 A 400 mA
Raspberry Pi 3 Modello A+ 2,5 A 350 mA
Raspberry Pi 3 Modello B+ 2,5 A 500 mA
Raspberry Pi 4 Modello B 3,0 A 600 mA
Raspberry Pi Zero W/WH 1,2 A 150 mA
Raspberry Pi Zero 1,2 A 100 mA

Il Raspberry Pi ha hardware e software liberi?

Anche se non è indicato espressamente se l’hardware è libero o con diritti di marchio, il sito ufficiale della Fondazione Pi spiega che dispongono di contratti di distribuzione e vendita con varie aziende. Allo stesso tempo, però, chiunque può diventare rivenditore o distributore delle schede Raspberry Pi, il che lascia intendere che si tratta di un prodotto con proprietà registrata.

Il software, invece, è sicuramente open source: il sistema operativo ufficiale è una versione adattata di Debian, soprannominata Raspbian, ma permette di usare altri sistemi operativi, incluso Linux e una versione di Windows 10. La fondazione supporta il download di molti sistemi e promuove specialmente l’apprendimento del linguaggio di programmazione Python.

Cosa include la scheda base di un Raspberry Pi?

In tutte le sue versioni, il Raspberry Pi include un processore Broadcom, memoria RAM, GPU, porte USB, HDMI, Ethernet (assente nel primo modello), GPIO di 40 pin (a partire dal Raspberry Pi 2) e un connettore per apparecchi fotografici. Nessuna delle versioni include la memoria; nella prima versione, la memoria era una scheda SD e nelle edizioni successive una scheda MicroSD.

Jamie MolaroScienziata NASA

“Siamo convinti che con un sismometro Raspberry Pi possiamo osservare come i terremoti riflettano i segnali di un processo di frattura termica che rompe i massi lunari. Possiamo fare esperimenti sulla terra che imitino questo processo, e usare quello che impariamo per aiutarci a comprendere i dati sismici lunari”.

Quali sono le differenze tra i diversi modelli di Raspberry Pi?

Dal lancio del primo Raspberry Pi, il progetto è andato crescendo a seconda dei vari usi che sono stati attributi alle schede. La maggior parte dei componenti è presente in tutte le versioni Raspberry Pi, ma sono state migliorate in potenza e conformità col passare del tempo. La tabella seguente confronta tutti i modelli in modo esaustivo.

Versione SoC Velocità RAM Porte USB Ethernet Bluetooth
Raspberry Pi A+ BCM2835 700 MHz 512 MG 1 No No
Raspberry Pi B+ BCM2835 700 MHz 512 MG 4 100 base T No
Raspberry Pi 2 B BCM2836 900 MHz 1 GB 4 100 base T No
Raspberry Pi 3 B BCM2837A0/B0 1200 MHz 1 GB 4 100 base T 4.1
Raspberry Pi 3 A+ BCM2837B0 1400 MHz 512 MB 1 No 4.2
Raspberry Pi 3 B+ BCM2837B0 1400 MHz 1 GB 4 100 base T 4.2
Raspberry Pi 4 B BCM2711 1500 MHz 1 GB 2 USB-2

2 USB-3

100 base T 5.0
Raspberry Pi 4 B BCM2711 1500 MHz 2 GB 2 USB-2

2 USB-3

100 base T 5.0
Raspberry Pi 4 B BCM2711 1500 MHz 2 GB 2 USB-2

2 USB-3

100 base T 5.0
Raspberry Pi Zero BCM2835 1000 MHz 512 MB 1 No No
Raspberry Pi Zero W BCM2835 1000 MHz 512 MB 1 No 4.1
Raspberry Pi Zero WH BCM2835 1000 MHz 512 MB 1 No 4.1

Quali usi può avere un Raspberry Pi?

Come abbiamo spiegato, la popolarità del Raspberry Pi è cresciuta negli anni grazie ai nuovi usi che le sono stati attribuiti. Una scheda base può servire, ragionevolmente, quasi per qualsiasi cosa. Giustamente, questa era l’idea della Fondazione Pi: creare uno spazio per la sperimentazione. Possiamo citare gli usi seguenti:

  • Come media center, vale a dire per convertire una televisione in una smart TV, con software LIBRELEC o OSMC.
  • Per costruire una videoconsole vintage che ci permetta di giocare con i grandi classici che non sono più disponibili nei nuovi formati.
  • Come computer con sistema operativo Linux, attraverso distribuzioni come Ubuntu, Raspbian o Pidora.
  • Con una finalità domotica, ad esempio attraverso Windows 10 IOT Core. In questo modo le nostre case diventano più “smart” ed è possibile realizzare progetti intelligenti quali stazioni meterologiche o smart hubs.
  • Per progetti di robotica: dai droni, ai costrittori senza fili, stampanti 3D fino ad un Roomba fatto in casa. Le schede Raspberry Pi, programmate con un software come Arduino, possono dare dei risultati sorprendenti.

Cosa significano i pin GPIO in un Raspberry Pi?

Le sigle GPIO fanno riferimento, in inglese, a General Purpose Input Output. Questo indica un sistema di entrata e uscita di uso generale, vale a dire un sistema composto da una serie di pin o connessioni che possono essere usati come ingressi o uscite per vari usi. Questi pin sono inclusi in tutti i modelli Raspberry Pi, sebbene con delle differenze.

Bisogna considerare che, a seconda del modello di Raspberry Pi, troviamo una quantità di pin differenti. Nella versione 1 di Raspberry Pi ci sono 26 pin GPIO, mentre a partire dalla versione 2 il numero aumenta a 40. Tuttavia, la compatibilità è totale, dato che i primi 26 pin mantengono la loro funzione originale.

I pin GPIO hanno funzioni specifiche (anche se alcuni ne hanno di comuni) e si possono raggruppare nel modo che segue:

  • Giallo (2): Alimentazione a 3,3 watt.
  • Rosso (2): Alimentazione a 5 watt.
  • Arancio (26): Entrate e uscite di uso generale. Possono essere configurati come entrate o uscite.
  • Grigio (2): Riservati.
  • Nero (8): Connessione a GND o a terra.
  • Azzurro (2): Comunicazione attraverso il protocollo I2C per comunicare con periferiche che seguono questo protocollo.
  • Verde (2): Destinati a connessione UART per porta seriale convenzionale.
  • Viola (5): Comunicazione attraverso il protocollo SPI per comunicare con periferiche che seguono questo protocollo.

Criteri di acquisto

Il Raspberry Pi può rappresentare una nuova sfida per esplorare più a fondo il mondo dell’informatica e della programmazione. O, addirittura, per aiutarti ad apprendere come costruire computer e console. Se stai cominciando a usare questi dispositivi o vuoi conoscerne altre versioni, è meglio che tu prenda in considerazione alcuni aspetti prima di procedere all’acquisto.

  • Processore
  • Bluetooth
  • Porte di connessione e periferiche
  • Compatibilità del software
  • Involucro

Processore

Se consideriamo il Raspberry Pi come un mini computer (e lo è), dobbiamo fare attenzione al processore: quanti nuclei ha, qual è il suo range di frequenza (velocità). Più alti sono questi valori, più la scheda base sarà potente. Questo ti permetterà di sperimentare più possibilità informatiche e inoltre reggerà la connessione con diverse periferiche.

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Uno degli usi del raspberry pi è che puoi convertire la tua televisione in una smart tv.
(Fonte: Andriy Popov: 44589454/ 123rf.com)

Bluetooth

Per quanto riguarda le connessioni senza fili, la tecnologia migliore per la trasmissione di ogni tipo di dati (escludendo il Wi-Fi, ovviamente) è quella bluetooth. A prescindere dall’uso che farai del tuo Raspberry Pi, è molto probabile che ad un certo punto tu abbia bisogno di inviare o ricevere dati o collegarti ad altri dispositivi. Assicurati di avere una versione bluetooth recente.

Porte di connessione e periferiche

Un Raspberry Pi da solo non è sufficiente per tutte le applicazioni di cui è capace. Hai bisogno di connetterlo a varie periferiche, dal mouse e tastiera al monitor e TV. Per questo, devi assicurarti che la tua scheda base abbia una grande quantità e varietà di porte di connessione. Le più importanti sono quelle USB, HDMI, Ethernet e VGA.

Compatibilità del software

Al momento di imparare a programmare, avrai bisogno di conoscere i vari linguaggi di programmazione e sperimentare con diversi sistemi operativi oltre a quello della tua scheda base (Raspbian). Forse sei più tradizionale e preferisci una versione di Windows, o magari sei un utilizzatore assiduo di Linux. In ogni caso, devi assicurarti che il tuo Raspberry Pi funzioni per ciò che stai cercando.

Involucro

L’involucro del tuo Raspberry Pi non è un particolare di minor importanza. La scheda base può essere molto sensibile a colpi o cadute. Per rimediare, è consigliabile preferire i kit che includano gli involucri per Raspberry Pi. È molto importante che siano quelli originali venduti da produttori legittimi, perché sono quelli che si adattano meglio alla scheda e non rallentano il suo funzionamento.

Conclusioni

Il Raspberry Pi è come un mini computer, delle dimensioni di una carta di credito, con il formato di una scheda semplice e un prezzo molto contenuto. È stato sviluppato dalla Fondazione Pi circa dieci anni fa, con l’intento di stimolare l’insegnamento dell’informatica e della programmazione nelle scuole. I modelli divennero più popolari e oggi si usano per giochi, robotica e domotica, tra le altre cose.

I Raspberry Pi si possono vendere da soli o in kit che includono altre periferiche. Le schede non hanno un interruttore on/off, ma dipendono dalla corrente elettrica per funzionare. Esistono diversi modelli dal lancio della prima versione, e gli ultimi si sono evoluti per quanto riguarda la potenza del processore e le porte di connessione.

Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo con i tuoi contatti per far conoscere meglio agli altri tutto ciò che c’è da sapere su Raspberry Pi. Sicuramente, molte persone possono giovare di queste informazioni prima di acquistarne uno. Se vuoi, lasciaci anche un commento a cui risponderemo appena possibile. Grazie!

(Fonte dell’immagine principale: Handmadepictures: 44508891/ 123rf.com)

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